Questo libro travolge con la crudezza gentile con cui ci avvicina al mistero della vita, della morte. Dolore, perdita, incontro, speranza di sopravvivere, nella mente e nel corpo. L’ autrice, senza risparmiare a se stessa e a noi lettori nessun angolo buio della mente, avvicina all’impenetrabile mistero della fragilità, così drammaticamente irrinunciabile, che vede protagonista ogni essere umano. Come possiamo vivere perdite, solitudini, dolori, così intensi da non poter più respirare? Nella sublime poesia e nella lieve sonorità delle parole, la scrittrice ci accompagna dentro territori che, via via, prendono forma e appaiono più nitidi, senza perdere il carattere di ombra inestricabile. Una lettura che non possiamo non concederci. Ci spaventerà, ci commuoverà, ci farà sentire liberi. Per ricordarci che siamo umani tra gli umani, imperfetti, spaventati, ma ancora capaci di pensare, di immaginare, di regalare significati. E’ sorprendentemente terrificante essere dentro tutto questo, è una vertigine vitale e mortifera insieme. Ma ancor più spaventoso è non essere in grado di avvicinarci a tutta questa intensità, impedendoci di entrare nel vortice dell’umano. Questa immersione è dolorosamente necessaria. Possiamo riemergerne sentendoci diversi, non più uguali a noi stessi.
Psicoanalisti dell’Associazione Psicoanalitica Gradiva
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