Giovanna Ambrosio (2025), L'inganno della tenerezza, Psicoanalisi

Pubblicato il 11 marzo 2026 alle ore 15:40

 

Questo interessante articolo esplora un tema importante, nella teoria e nella clinica. Come ci insegna Phyllis Greenacre (1967) "il senso di disorientamento e di disorganizzazione sono i più maligni", infatti, rendono reali aspetti che risiedono nella fantasia. Molto interessante il termine "incestuale", introdotto da Racamier (2003) che ci aiuta a definire quelle situazioni più sfumate, in cui la sensazione di tenerezza e di conforto si avvicina pericolosamente a vissuti eccitanti o intrusivi, creando danni alla struttura psichica, che perdurano nel tempo e tra le generazioni. La clinica psicoanalitica può avvicinare questi ambigui e scomodi territori mentali, in cui si mischiano rabbia, colpa, confusione, rancore. Quando ci troviamo immersi in paesaggi incestuali, nel nostro controtransfert, gli aspetti del positivo e del negativo, del buono e del cattivo, tendono a confondersi, rovesciando i significati psichici individuali e relazionali e portandoci a sostare all'interno di vissuti ambigui, travisamento della realtà interna ed esterna. Il setting psicoanalitico, nel rapporto transferale, richiede la massima attenzione, soprattuttto in queste situazioni. Il rischio di collusioni nella coppia analitica, di perdere l'asimmetria e di cadere nell'ambiguità è piuttosto elevato. Solo una formazione rigorosa e attenta ai confini del setting può fornirci uno strumento in grado di reggere e contenere, piuttosto che agire. Possono incontrarsi il nucleo ambiguo del paziente e quello dell'analista (non sufficientemente elaborato in precedenza), rompendo così l'asimmetria a scapito di pericolose vicinanze, del corpo e della mente, giustificate dal dolore del paziente o da innovazioni tecniche. L'incestuale può apparire anche nelle istituzioni di psicoterapia e di psicoanalisi, in cui il travisamento della realtà, basato su acritiche collusioni nate da confusi rapporti tra maestri/analisti e allievi/pazienti, non permette di chiamare con il loro nome pericolose deviazioni, che restano sotterranee, impensabili. Chi tenta di nominarle non può che essere espulso. Portare alla luce tali aspetti, nelle istituzioni, conduce inevitabilmente verso le strade di un'asimmetrica elaborazione per tutte le persone coinvolte, tornando sulle scene che continuano, nel tempo, a riportare la medesima esperienza incestuale.

Psicoanalisti dell'Associazione Psicoanalitica Gradiva

 

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.