In questo interessante lavoro teorico-clinico, l'autrice si interroga sul significato psichico della rottura: rottura inevitabile, necessaria ai passaggi, alla crescita? rottura evitata ad ogni costo per non sentire l'angoscia? rottura di nessi come operazione difensiva? Domande così significative che nessun clinico può evitarne la portata. Nel lavoro come psicoanalisti spesso incontriamo rotture: nella clinica, nella formazione, nel rapporto con i colleghi. Quali spazi di pensabilità? Molti maestri ci parlano di concetti che possono aiutarci a far luce su quest'area fondamentale, come l'angoscia di perdita o di integrazione, per pensare ad Eugenio Gaddini, la concettualizzazione di manovre difensive, Phyllis Greenacre, la non integrazione come difesa di Josè Belger, ancora Madaleine Baranger con il concetto di malafede. Autori che non possiamo non rileggere. Le rotture attraversano la vita umana, in ogni età e in ogni fase. La psicoanalisi ci ha trasmesso l'importanza di non fermarci ad una sterile apparenza, ma di permetterci di attraversare il conflitto intrapsichico che alberga dentro di noi. Ogni rottura contiene in se molti vertici diversi, come il desiderio di allontanarci, l'illusione di bastare a noi stessi, il timore di abbandonare, l'angoscia di andare avanti, il pericolo di avventurarci da soli. Per non sentire tutta la portata del conflitto, possiamo, come difesa, tagliare tutti i nessi, rompere la pensabilità di queste situazioni, per veleggiare fintamente tranquilli verso altri lidi, apparentemente nuovi e privi di contrasti. Il nostro essere psicoanalisti dovrebbe permetterci di sostare nel conflitto, nell'ambivalenza interna, che non permette alla rottura di saldarsi con fili invisibili. Resta la riparazione, il lento e faticoso rammendo di una tessitura interna ed esterna, che riavvicina quei nessi che potevano essersi spezzati. Saremo capaci di attraversare questi territori pieni di nebbia e di dolore? e saremo così coraggiosi da allontanarci dai luoghi dove il conflitto non può essere pensato e parlato?
Psicoanalisti dell'Associazione Psicoanalitica Gradiva
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