Un libro che non possiamo perderci. La scrittrice norvegese ci porta in modo netto, diretto, senza veli, nell’esperienza della vita. Periferie di città nordiche, dove il giorno e la notte non si alternano più, ma che custodiscono, nel loro segreto e magico incedere, le emozioni del nostro mondo interno. La voce narrante è una bambina, che scopre con stupore il piacere, i legami, la speranza, insieme alla disperazione, all’impotenza, al dolore. Tutto è presente, intenso, pietosamente commovente. Cos’è la speranza? dove si collocano i sogni nella vita umana? come sopravvivere alla realtà? Nella desolazione della mancanza, nella natura sferzata dal freddo, nell’anima che tenta di mantenere un soffio di vitalità sempre sul punto di esaurirsi, la mente umana può trovare nuovi spazi. Per piangere, per sentire dolori che non permettono più di sopravvivere. Come può la speranza, il desiderio, convivere con la disperazione? come può la vita convivere con la morte? come può l’amore sostare insieme all’odio? Il titolo così evocativo di questo romanzo, la porta delle stelle, rimanda ad un locale dove la vita si ferma e si avviluppa nell’alcolismo, oppure ad una soglia da varcare per sentirci liberi di esistere? vita e morte, entrambe insieme, nella crudeltà, ma anche nella pienezza dell’esperienza umana. La psicoanalisi ci insegna la complessità dei nostri vissuti interni. Ci mette di fronte ai tanti significati dell’esistenza, in un poliedrico prisma che non sempre siamo in grado di guardare in tutte le sue facce. I dolori che attraversiamo, possono costituire per noi una base da cui allontanarci, senza perderne il senso, collegandoli, negli anni, alle nuove vicende che ci troviamo ad affrontare. La perdita, la paura, unite al desiderio, all’importanza dei legami, si insinuano dentro di noi come un vortice di ghiaccio, come una tremenda tempesta che si snoda nel nostro interno. Possiamo ripararci? oppure ci troveremo incessantemente immersi in questo continuo turbine che, in apparenza più calmo, tornerà a sferzare gelo e ghiaccio appena se ne presenterà l’occasione? Un percorso di psicoanalisi personale ci insegna che non possiamo evitare la tempesta, ma possiamo affrontarla con qualcuno che, diversamente da noi, ne conosce la forza e può sostare in questi territori. Ma è compito nostro, quando lo sentiremo opportuno, spostarci e proseguire. Se rimaniamo immersi nella tempesta, nulla cambierà. Attenderemo fasi di cielo sereno, fasi di luce e ci ritroveremo di nuovo immersi nello stesso, potente, uragano. Una buona analisi ci permette di affrontare ciò che siamo in grado di reggere, per poi spostarci verso nuovi territori. Se rimaniamo fermi, non potremo mai dare significato a quella tempesta che, senza il nostro apparente volere, continuerà a sommergerci.
Psicoanalisti dell’Associazione Psicoanalitica Gradiva
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