Pensieri dalla lettura del libro "Neve" di Maxence Fermine

Pubblicato il 8 marzo 2026 alle ore 17:07

Una favola moderna, densa e leggerissima, che ci mostra un Giappone inedito, lento, pensoso, candido e appassionato. Yuko è il protagonista, un giovane poeta pieno di talento che scrive versi brevi, bellissimi, che colpiscono al cuore, ma sono acerbi, bianchi come la neve, vuoti di colori emotivi. Incontrerà un anziano poeta, un maestro, cieco, ma esperto conoscitore dell'animo umano. Attraverso intrecci vibranti sulla corda del funambolo, il protagonista entrerà in una profonda risonanza con se stesso e con l'altro, con la passione, con il dolore, con la capacità di crescere e di amare. Vibrazioni della vita, della morte, dei sentimenti umani si intrecciano lievi e diventano una musica che possiamo permetterci di ascoltare. Come essere veramente poeti della nostra esperienza umana? Leggiamo qualche parola dal libro: "in verità, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere è avanzare, parola dopo parola, su un filo di bellezza". La psicoanalisi ci ha insegnato, attraverso la teoria e la clinica, come provare a conquistare la libertà interiore di sentirci funamboli, spaventati ma decisi di fronte al filo incerto della vita.  E per procedere, passo dopo passo, come la Gradiva, siamo sostenuti da una buona analisi personale che ci consente di attraversare i territori del dolore, della morte, della perdita e della sopravvivenza. L'anziano poeta sceglierà di restare tra i ghiacci, accanto a ciò che è stato significativo per lui. Il giovane Yuko proseguirà, addolorato e vivo verso nuovi orizzonti. Sono passaggi complessi, ma necessari. Non possiamo portare con noi chi non ha la possibilità di seguirci. La clinica psicoanalitica ci permette di accompagnare i nostri pazienti per un tratto di strada, poi proseguiranno da soli. La separazione e la separatezza sono aspetti essenziali di un buon percorso interno. Ogni maestro, psicoanalista, genitore, dovrebbe saper lasciare andare il giovane, consapevole che non può orientarne il pensiero e le scelte. E quel giovane, proprio come il protagonista del libro, deve permettersi di andare, di squarciare il ghiaccio dell'esistenza, verso la creazione di nuovi spazi, tempi, legami nei quali il suo maestro non potrà entrare, perché legato ad un passato che non può più essere rielaborato. E' meraviglioso quando accade che un figlio, un paziente, un allievo, ci stupisce e diventa ciò che noi non avevamo in mente. Speriamo di aver avuto dei maestri che sono stati in grado di stupirsi della nostra vitalità.

Psicoanalisti dell'Associazione Psicoanalitica Gradiva

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