Nelle scuole ad orientamento psicodinamico e negli istituti di formazione psicoanalitici sono molto importanti i colloqui di selezione. Tali colloqui si svolgono con didatti esperti, che siano in grado di valutare le motivazioni e le attitudini degli aspiranti candidati. Nelle scuole di psicoterapia e di psicoanalisi, solitamente, si svolgono vari colloqui, rigorosamente di persona, che consentono ai didatti di conoscere e di comprendere le motivazioni che spingono l’aspirante candidato alla richiesta di accesso. Si tratta di occasioni formative essenziali anche per il futuro allievo. Infatti, la possibilità di conoscere personalmente, nella ricchezza dell’incontro reale, i maestri che ci accompagneranno in una fase del nostro percorso formativo, costituisce un elemento decisionale centrale. L’allievo può valutare come si trova, capire con quale didatta sente una maggiore affinità ed orientarsi rispetto alle possibili scelte future. E’ molto importante, per garantirsi una formazione salda, rigorosa e utile al futuro lavoro clinico, fidarsi delle proprie percezioni durante tali incontri, estremamente illuminanti per conoscere meglio l’altro e noi stessi. Quando questi incontri vengono svolti troppo rapidamente, magari sostituendo la ricchezza dell’incontro in presenza con spazi da remoto (cancellando, così, il corpo reale con i segnali che può mandarci), rischiamo di non comprendere bene l’altro; rischiamo anche di non essere compresi, con un impoverimento da entrambe le parti. Per gli allievi, è fondamentale conoscere personalmente i didatti con i quali si troveranno a lavorare, avvicinandone le potenzialità e le modalità di entrare in contatto nei primi colloqui di valutazione. Per i colleghi già esperti, è ancor più rilevante prendersi il tempo e lo spazio necessario per conoscere le nuove generazioni che aspirano ad una formazione, ascoltarne le domande, i dubbi, ma soprattutto il sentire emotivo che sarà centrale nell’incontro con i futuri pazienti. Se questi incontri perdono il loro rigore, si rischia di avvicinare persone, che non hanno ancora la tenuta psichica necessaria, ad un mestiere complesso e irto di difficoltà, spogliando questi colloqui valutativi del loro reale significato. Gli incontri di valutazione iniziale diventano, così, spazi passeggeri che hanno come unico obiettivo la formazione di gruppi di persone che possano sostenere economicamente varie realtà formative. Come allievi chiediamo sempre una formazione seria e diffidiamo delle facilitazioni, ricordando che il remoto (seppur diffuso e utile per alcune circostanze) non può sostituire in nessun caso l’esperienza dell’incontro umano in persona, soprattutto quando ci vogliamo avvicinare a spazi di conoscenza umana emotivamente significativi.
Psicoanalisti dell’Associazione Psicoanalitica Gradiva
Aggiungi commento
Commenti