Loredana Micati (2007), L'esperienza della supervisione, Rivista di Psicoanalisi
La supervisione, nel lavoro dello psicoanalista, è uno spazio essenziale. Dal punto di vista di un allievo in formazione o di un giovane psicoanalista, la supervisione è un luogo in cui sperimentre se stesso, con la guida attenta di un'altra mente che ha sviluppato un'attitudine maggiomente centrata al lavoro psicoanalitico. Nell' esperienza della supervisione psicoanalitica essenziale è il rispetto, l'ascolto, l'attenzione partecipe, ma anche la possibilità di essere fermati quando si imboccano direzioni poco chiare, confuse, estrose, scollegate da un assetto teorico e clinico. Il rigore del setting, la formulazione delle interpretazioni, il poter vedere livelli diversi, intrapsichici, di rapporto, di transfert, permette di interiorizzare un modo di lavorare, che non può prescindere dal dialogo con la teoria. Chi svolge la funzione di supervisore, ha bisogno di un gruppo di riferimento, che gli permetta di confrontarsi e di rimanere aderente al suo ruolo, senza entrare in sterili narcisismi e desideri di essere emulati ed apprezzati. Che l'allievo e il maestro, divenuti nel tempo colleghi, sappiamo incontrarsi reciprocamente, nel lento ed incessante lavoro del dipanarsi del pensiero psicoanalitico.
Psicoanalisti dell'Associazione Psicoanalitica Gradiva
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