Un articolo interessante, da leggere. Ci aiuta a pensare al ruolo della supervisione nel training psicoanalitico. L'importanza di mantenere il rigore del setting, ma anche il lavoro sulla capacità di sostare in aree di pensabilità. L'autrice cita l'interessante testo di Green del 2010 "Illusioni e disillusioni del lavoro psicoanalitico", tradotto da Raffaello Cortina, dal quale possiamo trarre molti interessanti concetti teorico-clinici. Come scegliere i supervisori nel nostro percorso? come possiamo trovare dei maestri, rispettosi e rigorosi? non è facile pensare a quesi temi, spinti anche da correnti affettive sotterranee, da desideri di essere apprezzati e riconosciuti. Il rapporto maestro/allievo può ricalcare diverse dinamiche inconsce della relazione genitore/figlio. Pensiamoci, non allontaniamoci da questa complessità e permettiamoci di trovare rapporti autenticamente asimmetrici, ma rispettosi del nostro modo di essere e di sentire. Non cadiamo nell'inganno della complicità, dell'affiliazione, dell'ammirazione, che può nascondere aree narcisistiche che non ci aiutano nel vero incontro con noi stessi e i nostri pazienti.
Psicoanalisti dell'Associazione Psicoanalitica Gradiva
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